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Archivio mensile:gennaio 2012

Le strade conservano ancora il vociare delle ultime ore, le conversazioni al bar di chi abita il borgo, gli idiomi degli innumerevoli turisti, decisi nel passare le festività in Toscana. Nel Castello (la parte alta di Castagneto Carducci) sembra esser tornati indietro nel tempo, quando Giosuè dimorava ancora qui e passeggiava lungo il viale alberato che conduce a Bolgheri. E’ questo silenzio a vestire la notte di magia, queste mura di poco mutate con la via Bolgherese alle spalle. Lasciamo agli occhi di ieri l’ incanto non visto, nel frattempo facciamo irrompere, come un buongiorno nella quotidianità, un altro frammento di poesia.

Via Varese, Castello

Piazza del Rutili, Castello

Dal castello al borgo

Via Vittorio Emanuele, Borgo

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(…)
Questa sospensione
sostituisce l’eternità.
Andammo su e giù per la carta geografica
quest’estate. Cercando solo
il riposo. Dietro il riposo c’era
la speranza di nuovi tempi,
o forse soltanto, recuperare le forze.
(…)

Sono versi da una lunga lirica di Carlo Bordini, che si intitola “Polvere” e che si trova nel libro I costruttori di vulcani (Tutte le poesie 1975-2010) (Luca Sossella Editore). Un incedere nel verso senza controllo, scavalcando la metrica ma conservando il ritmo, un ritmo liquido che sa di fiume più che di mare, talvolta di bacino lacustre e in fondo, alla foce, spesso di estuario, più che di delta. Un ritmo liquido per un contenuto polveroso, fatto di residui, detriti, croste, gesso. Bordini in questa poesia segue il ritmo del suo pensiero, in una composizione che probabilmente si è allargata ad abbracciare molte ore, di sicuro le ore della notte, e questo tipo di pensiero, che raccoglie una riflessione tanto lirica quanto universale, affiora e sprofonda in maniera carsica (torniamo al fiume). Racconta episodi di vita vissuta, schegge fotografiche, istanti brevi provenienti da un qui e ora di chissà quale punto della sua esistenza e poi ragguaglia, come se tirasse su una rete, e filtra la narrazione attraverso poche parole concentrate di significati, rimandi, soluzioni al problema sollevato, alla domanda appena posta. Carlo Bordini è definito un poeta autobiografico, allucinato. Qui lo definiremo un poeta scientifico, intendendo per scientifico colui che segue il metodo galileiano: ipotesi, esperimenti, tesi. Basti leggere “Polvere”, che è un poema sulla morte, brulicante però di tutto quello che c’è prima, perché la morte non è che un momento di intervallo tra due tempi. Il titolo è la sua ipotesi; seguono a questa dodici pagine di versi (e di singolari scelte di punteggiatura) per giungere alla tesi:

“(…) Dio

è molto sarcastico, per esempio. Mai conosciuto

uno più sghignazzante di lui. (Ora è mattina, si

sentono le voci. Non ha senso continuare.)

perché

infatti

frugheranno tra le mie ossa.”

Che notte fredda, che meravigliosa notte, nella città che resta sempre nelle ore del tramonto. Siamo rimasti in pochi sulla strada; chi si saluta ancora per un po’, prima di tornare a casa e chi con un buongiorno inizia a lavorare. Nel ritardo c’ è ancora qualcuno in cerca di un modo per arredarsi il suo angolo di marciapiede, mentre da Trinità dei monti si scivola a passo Dixieland verso via Gregoriana! Le strade sono state appena lavate, il chiasso della macchina spazzatrice è rimasto nella via. Farò bene a mettere un po’ di musica!

Via Gregoriana, Roma (Italia)

Via Scanderberg, Roma (Italia)

Via delle Quattro Fontane, Roma (Italia)

Via degli Orti Giustiniani, Roma (Italia)

Un vento nero fa frusciare le foglie
che respirano confuse
e una rondine, tremando,
nel cielo oscuro traccia un cerchio.

Il crepuscolo che avanza
discutendo in silenzio
nel mio cuore tenero e morente
con il raggio che per ultimo sparisce.

E sopra il bosco quando fa sera
s’alza una luna di rame;
perché mai così poca musica,
perché mai un tale silenzio?

Osip Mandel’stam

Quelli sullo sfondo sono i Monti della Laga, in Abruzzo, in un inverno assolato di poca neve. La zona si trova nei pressi di Rocca Santa Maria, vicino ad una località boscosa denominata Ceppo. Qui, tra un capannone, un guard-rail ed un campetto da calcio, si muovono solo poche anime, solitari abitanti del luogo o sparuti visitatori. Tuttavia,  essi sono molto attenti a quel che dicono i muri, e ne abbiamo avuto piacevole riscontro.

Per loro sono queste poesie.